ANTONIO SPADARO, Per una teologia rapida - Viviamo in un tempo che non scorre soltanto “più veloce”. È un tempo rapido. La differenza non è un gioco di sinonimi: la velocità descrive...

ANTONIO SPADARO, Per una teologia rapida - Viviamo in un tempo che non scorre soltanto “più veloce”. È un tempo rapido. La differenza non è un gioco di sinonimi: la velocità descrive...

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Viviamo in un tempo che non scorre soltanto “più veloce”. È un tempo rapido. La differenza non è un gioco di sinonimi: la velocità descrive un movimento lineare, misurabile, spesso controllabile, come un treno che fila su un binario; la rapidità, invece, appartiene a ciò che irrompe e “rapisce”: afferra, trascina via, coinvolge e destabilizza. È una corrente che non si limita a passare: modifica le condizioni dell’esperienza mentre accade, spostando soglie interiori e sociali. Non a caso, quando la Chiesa ha dovuto nominare l’impatto delle trasformazioni tecniche, ha preferito parlare di “rapidità” più che di velocità: Giovanni Paolo II evocava il “rapido sviluppo delle tecnologie”. Nell’aggettivo rapido si riconosce la radice di “rapire”, cioè sottrarre a una condizione precedente. Italo Calvino osservava che il secolo della motorizzazione ha trasformato la velocità in valore misurabile, ma la rapidità dice qualcosa di diverso: non corre soltanto, travolge ciò che incontra e, trascinandolo, lo cambia...